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Storia di Cortona

Cortona

La leggenda narra che cento anni dopo il Diluvio Universale Noè entrò nella valle della Chiana e rimase colpito da questo luogo così fertile che vi si stabilì per circa trenta anni. Nell’anno 263 dopo il Diluvio Universale, Crano, figlio di Noè, giunto su di un colle e piacendogli l’altezza del luogo e la tranquillità vi edificò la città di Cortona.
Dalla discendenza di Crano nacque Dardano che fondò Lidia, l’odierna Turchia, la città di Troia. Da qui alcuni sui discendenti, ormai greci, tornarono ad abitare la Turrenia cioè la Toscana: gli Etruschi. Tra questi Ulisse e Pitagora.
Enea discendente di Dardano fuggiasco da Troia distrutta, approdò nel Lazio dove la sua stirpe fondò Roma. Quindi Cortona avrebbe dato origine prima a Troia e poi a Roma. La città di Cortona, situata in una posizione strategica, poté controllare le vicine città di Arezzo, Perugia, Siena e la Valtiberina, grazie anche alla protezione della cinta muraria etrusca (V sec. a.C.). Alla fine del IV sec. a.C. la città di Cortona si allea con Roma. Nell’ XI sec. la città dopo anni bui tornò a splendere battendo anche città più grandi come Arezzo e Perugia che non volevano la sua espansione. Nel XII sec inizia una prima definizione dello spazio urbanistico interno alle mura, ma è nel XIII sec con la piena affermazione del libero comune che abbiamo una configurazione definitiva della città; nel 1258 gli Aretini, insieme ai Guelfi cortonesi, invadono e saccheggiano la città, facendo esiliare buona parte della popolazione ma nel 1261 riescono a rientrare con l’appoggio di Siena. Nel 1325 per Cortona torna un periodo prospero sotto il regno della famiglia Casali che guidarono la città fino al 1409, dopodichè fu ceduta al re di Napoli Ladislao che consentì l’annessione a Firenze. Da qui la città entrò a far parte del Granducato di Toscana e visse un periodo fiorente nel periodo rinascimentale sotto i Medici e i Lorena e nel 1860 entrò a far parte del Regno d’ Italia.

 

La leggenda che avvolge Cortona

La guida seicentesca di Giacomo Lauro, rifacendosi a scritti di Annio Viterbese (1432-1502), che attinge a molti scrittori dell'antichità, narra che centootto anni dopo il Diluvio Universale Noè, navigando dalla foce del Tevere, attraverso il Paglia entrò nella valle della Chiana e piacendogli questo luogo più di ogni altro d'Italia per essere molto fertile, vi si fermò ad abitare per trenta anni. La sua discendenza, fra cui un figlio di nome Crano giunto su di un colle e piacendogli assai l'altezza del luogo e l'amenità del paese e la tranquillità dell'aria l'anno duecentosettantatré dopo il "Diluvio Universale" vi edificò la città di Cortona la quale, come Stefano (prima metà del VI secolo d. C. 539-545) grandissimo historiografo greco afferma, fu la terza città d'Italia costruita dopo il diluvio, e metropoli degli antichissimi Turreni. Noè, visto che Crano aveva fatto bene lo nominò Corito, cioè re e successore di Regno, infatti Curim da cui deriva Corito significa scettro che in lingua latina si dice Quirim, da cui l'appellativo Quirino dato a Romolo. Crano, una volta assunto il titolo di Re, sull'alto della collina si costruì una reggia a forma di torre i cui resti tutt'oggi permangono in località Torremozza. Il regno di Crano venne chiamato Turrenia perché le città che la discendenza di Noè costruì avevano alte torri. Questo fu il primo nome della Toscana e Turreni furono chiamati i suoi abitanti. Ma poiché discendevano da Noè che era stato salvato dalle acque "ab imbribus" alcuni furono chiamati anche Imbri e volgarmente Umbri.

 

Tomba etrusca

Dalla discendenza di Crano nacque Dardano che, a seguito di discordie interne, fuggito in Samotracia, poi in Frigia infine in Lidia, fondò qui la città di Troia. Da Troia alcuni discendenti di Dardano, ormai greci, tornarono ad abitare la Turrenia, cioè la Toscana e furono gli Etruschi. Fra questi greci che vennero in Turrenia ed a Cortona, ci furono anche Ulisse e Pitagora. Infatti tradizioni antiche, riportate dagli scrittori greci Aristotele (IV secolo a. C.) e dal contemporaneo Teopompo, fanno emigrare Ulisse, dopo il suo ritorno ad Itaca e la strage dei Proci, in Italia e più precisamente in Etruria, nella città che Teopompo chiama in greco Curtonaia, localizzando quivi, proprio a Cortona o nei suoi dintorni la sua sepoltura. In Etruria Ulisse, dove fu molto stimato, fu detto Nanos che significherebbe errabondo e la sua sepoltura fu identificata nel "monte Perge" vicino alla odierna località di Pergo. Pitagora dopo un soggiorno a Cortona dove vi morì, fu sepolto in una tomba nominata oggi "Grotta di Pitagora": in realtà questa errata attribuzione è frutto probabilmente da una confusione tra i nomi di Cortona e Crotone. Secondo Virgilio (Eneide III e VII) Enea della discendenza di Dardano, fuggiasco da Troia distrutta, approdò nel Lazio dove la sua discendenza fondò Roma. Pertanto Cortona avrebbe dato origine prima a Troia e quindi a Roma.